Biopiscina Laghetto o Piscina? Ecco le differenze Bologna Ravenna

Ci sono tante buone ragioni per decidere di costruire nel proprio giardino un biolaghetto o una biopiscina e non la classica piscina.

Capiamo bene sia difficile, se non impossibile, decidere quale scegliere tra le due soluzioni se non se ne conoscono le caratteristiche e soprattutto le differenze. Per questo, in quanto specialisti del settore, vogliamo chiarire ogni dubbio!

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Cosa sono le biopiscine o biolaghi?

Si tratta di piscine naturali balneabili ad acqua dolce che, a differenza di quelle classiche, per mantenere l’acqua pulita non utilizzano il cloro ma sistemi di filtrazione biologica. Nello specifico si ci serve di microrganismi che trasformano le scorie in minerali e di piante che le assorbono e che consentono una rigenerazione costante dell’acqua.

Quali sono i vantaggi delle piscine o laghetti naturali?

• Creano un’oasi rigenerativa, attiva durante tutto l’anno, e mantengono vivo un particolare e rilassante legame con la natura

• In autunno e in inverno, quando le piscine tradizionali sono inattive, i biolaghetti rimangono un bellissimo elemento decorativo, che non deve essere svuotato dell’acqua o coperto

• Non inquinano l’ambiente circostante

• L’acqua dei biolaghi è dolce, totalmente priva di cloro, non irrita né gli occhi né la pelle di chi vi si immerge e non emette cattivi odori

• Gli interventi di manutenzione necessari sono davvero poco frequenti e di minore entità rispetto alle tradizionali piscine, per cui entrano in ballo invece anche il consumo energetico e il consumo di prodotti chimici per la disinfezione dell’acqua

Veniamo ora a un’altra importante differenza:

Servono permessi?

Se per la costruzione di un biolaghetto non serve alcuna concessione edilizia, al contrario per costruire la classica piscina è necessario presentare una DIA (Denuncia di Inizio Attività) al Comune, che deve essere compilata da un professionista abilitato. Sarà poi necessario attendere circa 30 giorni al termine dei quali, se il Comune non presenta obiezioni, si può procedere con i lavori.

Tra le incombenze burocratiche legate alla costruzione di una classica piscina vi è anche la necessità di valutare le procedure previste dal piano regolatore del Comune di appartenenza e di informarsi sui possibili vincoli imposti, di tipo progettuale o paesaggistico. Qualora questi vincoli esistessero aumenterebbero anche le autorizzazioni da richiedere e di conseguenza i tempi di attesa.

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L’immobile passa nella categoria di lusso?

Per quel che riguarda i biolaghetti la risposta è no.

Al contrario, le piscine che superano gli 80 mq di superficie e che presentano una serie di altri requisiti, che l’ufficio tecnico del comune dovrà valutare, comportano variazioni sulla classificazione catastale.

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